AMERICAN GALLERY

Greatest American Painters

James Bama (1926)

Posted by Suzay Lamb on May 2, 2009


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Messalina

6 Responses to “James Bama (1926)”

  1. enrico said

    Ciao!

    questo è fantastico, sembrano foto!
    Ma sbaglio o il tipo della terza immagine è l’attore che faceva il capo degli Uroni (ops, è giusto scritto così?) ne l’ultimo dei Mohicani?

  2. Suzay Lamb said

    Solo una piccola imprecisione. James Bama ha ritratto l’attore Wes Studi nei panni di Magua, l’indiano Huron dell’Ultimo dei Mohicani, ma in un altro dipinto. Quello che ho postato qui lo ritrae nei panni del cattivissimo Pawnee del film Dances With Wolves.

  3. marco said

    mi chiedo sempre quando vedo i quadri di nativi americani che posti, sia quelli fatti negli ultimi anni che quelli più antichi, quale sia il rapporto culturale oggi degli americani con i native, soprattutto come elaborazione di quanto è stato fatto loro nella storia.

    • Suzay Lamb said

      Non vorrei sembrare disfattista e negare del tutto l’importanza dell’aver riconosciuto – in anni recenti – il valore culturale delle tradizioni indigene, ma – al di là di quanto la correttezza politica impone – il rapporto tra i Nativi ed il resto della popolazione Americana non supera i limiti di una conoscenza superficiale, di facciata. Alla base di una diffidenza sostanziale c’è il contrasto tra il rancore congenito dei Nativi, per quanto hanno subito, e l’incapacità del Bianco egemone di andare oltre alla formula, seppure necessaria, del “risarcimento morale” (concessione di forme d’autonomia, autogoverno, riconoscimenti legali delle tribù, etc.). Al di là di questo, al di là della riscoperta di canti tribali, di films girati in lingue originali e altri aspetti di questo tipo, non è che poi si possa dire che esista un’integrazione o una comprensione profonda di questa realtà. Che poi è una realtà composita, fatta di mille lingue diverse, tradizioni e culture diverse, seppure percepite superficialmente come un tutt’uno. Così, per esempio, da una parte ci sono le tribù che, in quel processo di “risarcimento” e di integrazione voluto dal Bianco pragmatico e materialista, finiscono col diventare i “padroni” di tutta l’industria del gioco d’azzardo degli Stati occidentali, e dall’altra permangono tribù più “puriste” e intransigenti (tipo i Wintu della California) che sputano sui loro fratelli che si sono venduti al dio Dollaro e hanno calpestato la loro storia e la loro cultura. Noi bianchi osserviamo e diamo premi e riconoscimenti artistici a nuove testimonianze della cultura dei Nativi ma, sostanzialmente, rimangono due mondi diversi che, al di là della facciata, faticano ad amalgamarsi e capirsi.

  4. Benny7star said

    The is Extraordinary Oil painting as a photo same manner.
    Benny7star

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